Atto di provenienza | Tipologie e perché serve nella vendita di un immobile

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atto di provenienza

Per atto di provenienza, come detta il nome stesso, si indica il documento con il quale si è diventati proprietari di un immobile.

Tra i documenti necessari per vendere casa o altri immobili è il primo da reperire e sarà di certo il primo che ci verrà richiesto da agenzie immobiliari e compratori. O almeno dovrebbe esserlo visto che anche solo redigere un buon incarico di vendita di un immobile senza aver sottomano questo documento è un azzardo.

Passo per passo vediamo insieme le varie tipologie, come reperire una copia se non l’avete e tutto quello che può esservi utile. Vi verrà comodo sia se vi state chiedendo come vendere casa senza intoppi sia se vistate affacciando ad un acquisto.

A cosa serve l’atto di provenienza nella vendita o nell’acquisto di un immobile

Il primo motivo è insito nella sua natura poiché è il documento che “certifica” l’identità dell’effettivo proprietario.

In esso inoltre è censito l’immobile nella sua natura amministrativa. All’interno di questa asserzione menzioniamo di certo il fatto che nell’atto di provenienza saranno riportati anche tutti gli eventuali diritti reali, anche di terzi, gravanti sull’immobile.

Altri punti importanti riguardano la cronistoria urbanistica, dalle licenze ai titoli postumi e la citazione di eventuali convenzioni gravanti sull’immobile.

E’ sempre bene reperire anche l’atto precedente.

E’ una finezza e spesso nessuno ve lo consiglierà ma a volte può essere veramente molto utile.

Questo perché dagli atti precedenti, spesso, si possono raccogliere dati persi per strada in quelli successivi.

Dati che, però, possono essere di vitale importanza per la giusta gestione di eventuali criticità. Non solo, diventa altrettanto utile durante gli accertamenti urbanistici per il corretto svolgimento della ricerca dei precedenti.

Differenza tra atto e nota di trascrizione

La nota di trascrizione dell’atto è una forma condensata assolutamente non sufficiente alle operazioni di compravendita.

Essa, infatti, non contiene per definizione l’insieme dei dati e delle informazioni dell’atto completo.

Rogito di provenienza

Sostantivo che descrive già la natura dell’atto di provenienza. In questo caso, infatti, il documento è classico di un immobile acquistato con un normale rogito Notarile.

Esso è composto dal testo redatto dal Notaio e da eventuali allegati, quali certamente la planimetria catastale dell’ immobile, la relazione tecnica integrata se siete in Emilia Romagna e la Certificazione energetica. Possono esservene altri.

Questo il motivo per cui, nel dubbio, è sempre bene richiederne copia integrale. A maggior ragione se sono passati decenni.

Come reperire un rogito?

Si tratta di un atto pubblico chiunque può richiederlo.

Solitamente se il Notaio che lo ha stipulato è ancora in attività basta rivolgersi a lui. Se invece non lavora più è necessario recarsi presso l’archivio Notarile (uffici di pubblicità immobiliare) e chiederne copia.

La ricerca viene fatta per numeri di protocollo progressivi e nominativo del Notaio rogante. Dati che troverete nella visura catastale dell’immobile.

A Bologna una copia semplice costa circa 30€ , non ho notizie riguardanti le altre città.

Donazione

Una donazione diventa un atto di provenienza nella successiva transazione. Essendo sempre di natura Notarile le modalità di reperimento sono le stesse, così come pure i costi.

Differisce dal rogito Notarile per la natura intrinseca. Istituto molto in voga soprattutto nel passato, specialmente per le transazioni immobiliari tra soggetti all’interno dello stesso nucleo famigliare.

Racchiude in se una serie di criticità che non sto a descrivere in questo articolo ma vi promette di scrivere presto un testo sulla vendita e l’acquisto di immobili con provenienza donativa.

Atto di provenienza successione

La successione è l’atto di provenienza quando l’immobile vi è pervenuto per eredità. La formalità prende il nome di dichiarazione di successione.

In questo caso la copia deve essere richiesta presso l’Agenzia delle Entrate che ne fornisce copia in tempi solitamente intorno ai 15 giorni.

Nella vendita di un immobile la dichiarazione di successione va unita al rogito di provenienza a monte, ovvero quello con cui il De Cuius acquistò l’immobile. Inoltre in questo caso al momento della vendita il Notai provvederà con un costo abbastanza contenuto a rafforzare il contenuto della successione tramite un’altra formalità: l’accettazione tacita di eredità.

Decreto di trasferimento

Si tratta dell’atto di provenienza di un immobile pervenuto per assegnazione a seguito di asta immobiliare.

Visto che il decreto è comunque gestito, oltre che dal Giudice, dal Notaio le modalità di reperimento sono le stesse.

Anche in questo caso è bene corredarlo del rogito con cui l’esecutato diventò proprietario dell’immobile.

Quando serve l’atto di provenienza oltre alla vendita?

L’atto di provenienza è assolutamente necessario ogni ogni volta dobbiamo vantare la titolarità sull’immobile e non solo.

Esso infatti verrà richiesto anche dall’Istituto di credito del compratore per la pratica di erogazione del mutuo. Altro motivo per cui un proprietario che vuole vendere è bene lo abbia subito sottomano.

Atto di provenienza online

E’ possibile reperire l’atto di provenienza online solo per quegli atti tradotti in formato digitale ovvero nel periodo meccanizzato.

Questo può essere fatto attraverso la piattaforma Sister dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso e-commerce che dilagano sul web ma che alla fine fanno esattamente quello che fareste voi.

Servizi comunque che facilitano non poco la cosa, oltretutto a costi sostenibili.

Come sempre vi ringrazio del tempo che dedicate ai miei articoli. Qui sotto trovate i miei contatti per raggiungermi sui social media ed anche una breve autobiografia.

A presto.

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Fabio Zerbinati
Fabio Zerbinati
Agente immobiliare e perito a Bologna. Da oltre 10 anni il mio lavoro è aiutare persone ed aziende a vendere i propri immobili. Sono l'autore del blog "Movimenti Immobili", appassionato di diligenza immobiliare e nel 2019 contributore della business unit di "World Bank".

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