Abusi edilizi | Cose da sapere quando si vende casa.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Abusi edilizi e commerciabilità secondo il principio di informazione trasparente. Parliamo anche del ruolo dell'agenzia immobiliare.
abusi edilizi trovati dopo la proposta di acquisto

Per abusi edilizi nell’ideale collettivo si pensa ai grandi casi di costruzioni non autorizzate di cui spesso si viene a conoscenza dai media. In realtà con questo termine possiamo identificare ogni cambiamento che viene apportato ad un immobile senza relativa autorizzazione urbanistica.

In realtà ne esistono di diversi tipi ognuno dei quali ha effetti diversi a livello di compravendita.

Una gerarchia che però non deve portare a trascurare le conseguenze che abusi edilizi anche di minore entità possono avere sugli attori di una transazione.

Vi lascio un breve indice per una più facile navigazione nell’articolo.

Abusi edilizi minori

Visto che li abbiamo menzionati partiamo da loro dicendo che in questa classe rientrano difformità che solitamente non comportano una variazione dell’oggetto contrattuale.

Rientrano tutte le opere non autorizzate applicate ad esempio sui divisori interni e sulle strutture non portanti dell’unità in generale.

Apertura e chiusura di porte su muri non portanti, spostamento degli stessi, realizzazione di controsoffitti sono solo alcuni esempi.

Il più classico degli esempi riguarda l’abbattimento del divisorio tra cucinotto e soggiorno negli appartamenti dell’epoca razionalista. Quando tale abbattimento non riguarda un muro portante possiamo inserirlo negli abusi minori.

Ci sono molte altre attenzioni da prestare quando si parla di abusi o difformità “minori”. Tra le meno note una menzione alla regolarità del pozzo artesiano uso domestico presente in molti giardini.

Sono quindi difformità parziali dell’immobile che non ne variano cubatura, sicurezza o sagoma solitamente e mediamente sanabili con una multa che prende il nome di Cila a sanatoria.

Abusi edilizi gravi

Al contrario in questa categoria inseriamo ogni altra modifica dallo stato legittimo del bene. Ovviamente anche il tipo di sanatoria edilizia per la loro regolarizzazione è ben diverso da quella appena nominata.

Aumenti di superficie, variazioni di sagoma e cubatura o variazioni della destinazione d’suo sono alcuni esempi fino ad arrivare alle variazioni dette totali.

Le ultime descrivono quei casi in cui l’intero immobile è costruito senza licenza od in totale difformità dalla stessa. Quest’ultimo caso implica solitamente la demolizione delle opere secondo il Testo Unico per l’Edilizia.

La notorietà dell’abuso e la relazione con la compravendita

La mancanza di controlli tecnici nelle compravendite dei decenni passati ha prodotto un fenomeno tanto assurdo quanto consistente.

Migliaia di persone, infatti, hanno acquistato senza saperlo immobili con abusi edilizi più o meno gravi.

Il nodo cruciale di tutto questo trascorso emerge nel moderno mercato dove , a differenza di quei tempi, esiste una propensione molto più accentuata ai controlli urbanistici dei beni.

Caso eclatante è quello della Regione Emilia Romagna nella quale dal 1° Settembre 2017 esiste un protocollo di intesa tra Notariato ed Ordini professionali in merito di abusi edilizi.

Tale protocollo prevede che per ogni compravendita sul territorio il venditore produca tramite un tecnico un accertamento di conformità urbanistica e catastale.

Tale documento, non obbligatorio per Legge ma consigliabile, permette di eviscerare abusi edilizi o difformità. Se fatto tutto questo prima della commercializzazione il livello di sicurezza generale della vendita aumento esponenzialmente.

Questo poiché sarà possibile formalizzare atti negoziali precisi e con la corretta descrizione delle circostante. Oltre, ovviamente, ai reciproci doveri economici e temporali per la risoluzione delle problematiche emerse.

Clausola risolutiva espressa

Ci sono purtroppo casi in cui si vuole procedere ad un accordo formale anche quando non si è a conoscenza della situazione tecnica dell’immobile.

Questo succede a volte per fretta, altre per necessità di non perdere quel potenziale compratore tanto cercato.

In questi casi è produttivo utilizzare una recita che prende il nome di Clausola risolutiva espressa. E’ una clausola che rende nulli gli accordi contenuti in un contratto perfezionato a seguito della mancata verifica di una condizione.

Un esempio di clausola risolutiva espressa può essere questo:

La presente proposta accettata dal venditore sarà da intendersi risolta, ovvero nulla e priva di efficacia, qualora a seguito di analisi tecnica dovessero emergere abusi edilizi tali da non poter essere sanati entro e non oltre il termine ultimo del XX/XX/XXXX. A tutela del venditore medesimo si specifica che egli potrà liberamente recedere dalle obbligazioni tutte ove eventuali medesime sanatorie implicassero costi complessivi di onorari, oneri e spese tecniche superiori ad € XXXXXX,XX

Questo tipo di clausola è rispettosa e tutelante per entrambe le parti volonterose di concludere un affare senza problemi.

Chi vuole vendere casa velocemente non avrà spese eccessive inaspettate e potrà accettare proposte economiche definite e dal rapido effetto. Inoltre, non correrà il rischio di inadempienze con restituzione di caparre maggiorate o danni extra.

Il compratore per contro non si ritroverà vincolato mesi e mesi su situazioni critiche. Non avrà la certezza matematica dell’acquisto è vero, ma la certezza matematica di non avere problemi e di avere la precedenza su tutti gli altri candidati all’acquisto si. Non è poco, magari ha visitato 20 immobili prima di scrivere quella proposta.

Un immobile con abusi edilizi si può vendere?

La risposta è “dipende”. Prima di approfondire però vi lascio il mio consiglio.

E’ assolutamente meglio sistemare tutto prima di mettersi sul mercato piuttosto che gestire una sanatoria in corso di vendita dell’immobile.

Se proprio non si è seguito questo iter rientriamo in una casistica decisamente ampia e varia. Focalizziamone l’aspetto principale.

Nei casi in cui la Legge prevede la commerciabilità dell’immobile è comunque essenziale che il compratore sia edotto formalmente della presenza degli abusi edilizi. Inoltre anche la valutazione del prezzo di un immobile deve considerare la circostanza.

Purtroppo ancora oggi nella stragrande maggioranza delle compravendite vengono create obbligazioni reciproche tra venditore e compratore prima del confronto tra i documenti di un immobile e lo stato legittimo

Essere edotto formalmente significa che negli atti negoziali quali proposta di acquisto o preliminare Notarile devono essere descritte ed accettate dagli attori le circostanze. Il tutto prende il nome di informazione trasparente.

Questo poiché gli abusi edilizi possono essere considerati una limitazione al godimento del bene. Ove un compratore venga a conoscenza solo dopo l’acquisto di dette problematiche egli ha diverse strade per rivalersi, solitamente entro un decennio. Vi lascio un link se volete approfondire dal punto di vista prettamente su sanzioni e prescrizione.

Tra le più classiche egli potrà chiedere un risarcimento economico, oppure che il precedente proprietario provveda ad una sanatoria edilizia assumendosene costi ed ogni relativa sanzione.

Per fare un esempio succede spesso, purtroppo, di ritrovarsi con immobili privi del certificato di agibilità ed accordi già presi. Casi come questo, ove enfatizzati dalla mancanza di requisiti per l’ottenimento, si può arrivare a deprezzamenti del 25% o più. Oltre a tutti i problemi legali per l’inadempienza.

Ove l’immobile non sanabile il nuovo proprietario potrà anche provvedere alla demolizione delle opere abusi imputando il costo al predecessore.

Il ruolo dell’agenzia immobiliare

Io sono un agente immobiliare e molti di voi mi chiedono perché scrivo di urbanistica ed due diligence. In fondo non sono ne un Geometra ne un Architetto.

L’agenzia immobiliare non ha per definizione le competenze per verificare la situazione urbanistica e catastale di un immobile.

Ha, però, il dovere di applicare la diligenza del buon padre di famiglia. Questo nel moderno mercato include anche il DOVERE di informare i propri clienti venditori circa la necessità di incaricare i tecnici abilitati del caso. Questo dovrebbe accadere prima della firma dell’incarico di vendita e non a candidati reperiti.

A proposito del mio lavoro, perché non date un’occhiata al mio portfolio di immobili in vendita a Bologna?

La corretta informazione iniziale inoltre permette a chi vende di fare un calcolo corretto delle spese necessarie per vendere casa e quindi pianificare il tutto nel migliore dei modi.

Non solo, spesso le persone necessitano di vendere casa e l’applicazione del corretto iter di verificare evita loro intoppi che possono costare caro.

Allo stesso modo ha il dovere di comunicare ai compratori ogni circostanza nota, compresa l’assenza di detta verifica tecnica.

Come sempre vi ringrazio per il tempo dedicato alla lettura. Trovate di seguito alcune su di me e sul mio lavoro oltre ai collegamenti social. A presto.

Di seguito trovi i tasti per condividere l’articolo sui tuoi social ed il link per iscriverti alla newsletter. Oltre ovviamente al box commenti se hai domande.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Ti piace questo articolo?

Iscriviti alla newsletter . Tranquillo, odio lo spam

Fabio Zerbinati
Fabio Zerbinati
Agente immobiliare e perito a Bologna. Da oltre 10 anni il mio lavoro è aiutare persone ed aziende a vendere i propri immobili. Sono l'autore del blog "Movimenti Immobili", appassionato di diligenza immobiliare e nel 2019 contributore della business unit di "World Bank".

Questo articolo ha 20 commenti.

  1. Salve sto per acquistare casa a Bologna, chiedo delle delucidazioni in merito.
    Ho fatto una proposta d’acquisto, vincolata alla concessione del mutuo che ho chiesto al fondo di garanzia di consap.
    Dopo la delibera del mutuo che vale 90 giorni, vengo a sapere che manca la relazione di conformità urbanistica e catastale; è stato fatto un’accesso agli atti , pare poco dopo l’accettazione della proposta ( non ho nessun documento che lo attesti ) tra l’altro ce una parete da sanare, roba da poco per carità, ma che comporterebbe comunque una perdita di tempo.
    L’agenzia immobiliare vuole andare a compromesso e versare l’anticipo come indicato nella proposta di acquisto, anche per ricevere la sua provvigione, però ho timore che per la relazione tecnica passano i 90 giorni.
    Come posso tutelarmi?
    Si può stipulare, con il mio consenso anche senza la relazione e poi sistemo io un un secondo momento?
    Grazie mille

    1. Buongiorno, stipulare in assenza di verifica è un rischio che per nessun motivo si deve correre poichè potrebbero insorgere difformità tali da variare l’oggetto contrattuale portando elevati costi di sanatoria, ove possibile sanare, e creare anche nullità dell’atto. La condotta è sbagliata dall’inizio, la richiesta precedenti va fatta molto prima di impegnare le parti con proposte e preliminari, poichè tramite la RTI si definisce l’oggetto contrattuale. Nella Sua situazione si può eventualmente pensare di stipulare un preliminare Notarile con clausola sospensiva in funzione delle risultanze della RTI medesima e fermo l’obbligo del venditore a sistemare ogni difformità prima della data di stipula. Il punto è che ad oggi il Comune di Bologna impiega circa 2,5 mesi a fornire le copie ed anche nel caso arrivassero per tempo non vi sarebbe comunque la tempistica necessaria alle sanatorie. Di certo durante l’attesa è possibile provvedere alle altre attività (rilievo e poco altro) ma non sapendo cosa emergerà dalle verifiche non è neanche possibile imbastire la pratica. Direi che la cosa migliore è andare in banca, segnalare l’accaduto, e procrastinare la delibera. Cordiali saluti

  2. Buongiorno, ho appena letto questo suo articolo molto interessante, che richiama in parte ciò che mi accade in questi giorni.
    Nel mio caso mia madre vuole vendere la sua prima casa, acquistata 33 anni fa e si affida ad un’agenzia immobiliare. Fatto il contratto con loro, dopo 30 giorni ci incontrano per dirci che la casa risulta essere abusiva, ovvero le richieste di sanatoria erano state avviate ma mai concluse. Ora ci ritroviamo in questa situazione assurda, dove non sappiamo se sia lecito recedere dal contratto con l’agenzia visto che non siamo in grado al momento di pagare le somme dovute x sistemare tutto. Nello stesso tempo l’agenzia vorrebbe proporre la casa così come è, magari avvisando gli eventuali interessati della situazione ma mettendo in difficoltà noi che comunque non abbiamo soldi per sistemare e non abbiamo nemmeno fretta
    Possiamo rifiutare le proposte di acquisto, anche se la somma fosse quella pattuita con l’agenzia, solo per il fatto che la casa è in queste condizioni? Cosa mi consiglia

    1. Buongiorno e grazie per avermi scritto. Se l’agenzia le porta proposte di importo pari alle cifre di incarico lei dovrà pagare la provvigione anche se non accetterà. Io sono assolutamente contrario alla prassi ed assolutamente contrario al commercializzare l’immobile poichè delle difformità, sempre che esso possa essere commerciabile, si dovrà nel caso tenere conto in sede di determinazione del prezzo. Il mio consiglio è di trovare un accordo economico con l’agenzia rimborsando i costi dalla stessa sostenuti, recedere dall’incarico, sistemare tutta l’urbanistica dell’immobile e immetterlo nel mercato una volta regolarizzato. Ogni altro ripiego o soluzione espone a rischi veramente inutili. Mi tenga aggiornato, in attesa la ringrazio per il tempo dedicato alla lettura e porgo i miei più cordiali saluti

  3. salve, ho il seguente problema: il 2015 ho acquistato un immobile su Firenze ed il giorno del rogito, il proprietario mi ha reso edotto che un pezzo dell’immobile è di proprietà del comune di Firenze da circa 40 anni. Mi ha sottoposto un accordo che ha con il Comune per il trasferimento di questa parte dell’immobile a lui. Nel contratto abbiamo certificato che questa parte di immobile appartiene al Comune e che ENTRO 12 mesi sarebbe divenuta di proprietà del venditore. A distanza di 3 anni ciò non è avvenuto. Il proprietario mi dice che il tutto è dovuto a ritardi del comune. Cosa posso fare per tutelarmi? posso chiedere l’annullamento del contratto? grazie per l’attenzione.

    1. Buonasera e grazie per avermi scritto. Il signore ha promesso di venderle un bene ancora non nelle sue disponibilità e questo mi lascia perplesso. Per “sentenziare” dovrei prendere visione integrale degli atti ma mi limito a darle una linea generale. L’impegno lo ha preso il venditore con Lei, non il Comune di Firenze. Inoltre mi pare di capire che non sappiamo il vero motivo del ritardo. Quindi in primis approfondire la posizione dell’amministrazione e successivamente, sulla base delle risultanze rivedrei l’accordo con la controparte. Per quanto riguarda l’annullamento del contratto dovrei vedere tutta la documentazione, un legale saprà farlo sicuramente meglio di me, ma direi che una variazione sostanziale dell’oggetto contrattuale può di fatto essere motivo di risoluzione degli accordi. I miei più cordiali saluti, Fabio Zerbinati

  4. Salve,
    ho visitato un immobile su cui grava una richiesta di sanatoria, informazione dell’agenzia immobiliare, che mi ha rassicurata affermando che il tutto dovrebbe avvenire nel giro di 4/5, ci sono i requisiti di abitabilità etc.
    Come dovrei comportarmi, fare una proposta o aspettare? Sono stata informata che una volta fatta la proposta partirebbe la sanatoria, corrisponde a verità?
    Grazie

    1. Buongiorno,
      purtroppo non posso sapere se è verità, solitamente molti fanno partire le sanatorie ad accordi perfezionati anche se è una prassi che non amo poichè troppo esposta all’inconveniente sempre possibile. Per come la vedo io può utilizzare in proposta una clausola risolutiva espressa che annulla di fatto il contratto ove, per esempio, non pervenga la positiva conclusione della sanatoria entro i termini concordemente prefissati. Per esperienza su Bologna circa il 70% degli immobili in compravendita necessitano di sanatorie in ordine alle vigenti disposizioni, ritengo quindi che con le dovute tutele e la corretta assistenza tutto possa essere risolto, ovviamente va valutata caso per caso la gravità delle criticità su cui esporsi. I miei più cordiali saluti. Fabio Zerbinati

  5. Ciao Fabio, sono molto interessato a questo articolo, mi sono trovato in una situzione praticamente identica, volevo chiederti una delucidazione. Perchè in assenza di elaborati grafici in comune per pratica non trovata non basta una Cila in sanatoria?
    Perchè per me è stata percorsa in assenza dell’eleborato grafico di una variante in corso d’opera del 1991 una cila con seguente scia per l’agibilità. Tutto asseverato da un tecnico. Può essere sufficiente?

    1. Grazie per avermi scritto. La differenza tra Cila a sanatoria e Scia a sanatoria risiede nel tipo di abusi rilevati. Probabilmente nel tuo caso essi riguardavano parti strutturali o portanti. Per rispondere a tono dovrei avere la documentazione ed il rilievo sottomano. Per quello che riguarda l’agibilità essa fa riferimento in sede di deposito all’ultimo titolo legittimo e quindi alla Scia che avete usato per sanare. Resto a disposizione per ogni altra necessità! Un saluto, Fabio Zerbinati

  6. Buonasera Fabio,

    Innanzitutto complimenti per la competenza e la forma con cui La trasmette sul blog.
    Le scrivo per questo: ho recentemente visto un appartamento verso il quale saremmo interessati (stiamo cercando la nostra prima casa dopo un’eternita in affitto). Lo stabile è stato edificato nel 2007, e la coppia di ragazzi che desiderano venderlo si è accorta solo ora che il piano superiore, mansardato con travi a vista, è 50 cm più alto della quota di progetto.
    Trattasi di diverse palazzine residenziali, composte ognuna da poche unità abitative, tutte con il medesimo problema. L’agenzia, con cui ho un buon rapporto di fiducia, mi ha detto che i tecnici del comune (un paesino di 5000 anime nel Varesotto) stanno lavorando per capire come risolvere il problema.
    Dando per scontato che la demolizione del tetto per il ripristino delle quote progettuali sia impossibile, so che potrebbero proporre varie opzioni (ad esempio una tamponatura con cartongesso per eliminazione volume “abusivo”).
    Avendo visto l’abitazione venerdì scorso, non ho avuto modo di informarmi in merito a cosa risulti in Conune, se sia stata data l’abitabilita o meno del piano superiore.
    Essendo però all’inizio di questa avventura, ed essendomi imbattuto nel Suo blog cercando informazioni sul web, le chiedo se possibile un’opinione in merito a quanto descritto.
    RingraziandoLa fin d’ora per il tempo che vorrà dedicarci, colgo l’occasione per porgerLe i miei più Cordiali Saluti

    1. Buongiorno, mi scuso per il ritardo pazzesco nella risposta ma il suo quesito era finito senza motivo nello spam del blog. Il sistema della tamponatura è efficace per la singola unità, ma ove il fabbricato sia fuori sagoma resta il dubbio per la parti comuni e la situazione generale.Per quanto concerne le risposte in ordine a stato legittimo ed agibilità esse possono essere date solo tramite un accesso atti presso il Comune dove insiste l’immobile e le sconsiglio di sottoscrivere atti negoziali vincolanti ove nebulosa la situazione. In alternativa, se vuole comune mettere avanti la trattative, può prevedere negli accordi formali una clausola risolutiva espressa che annulli gli effetti degli stessi ove emergano difformità insanabili o le cui sanatorie impongano cifre e tempistiche non supportabili dalle parti. Ringrazio lei e resto in attesa di sapere se posso essere utile, i miei più cordiali saluti. Fabio Zerbinati

  7. Buongiorno,
    abbiamo scoperto in fase di vendita del nostro appartamento che questo è più grande rispetto al disegno e Progetto depositati in comune ai tempi della costruzione circa 10 anni fa.
    l’appartamento è più lungo di un metro e questo riguarda la facciata laterale del condominio in quanto la parete che limita il condominio è comune a 4 unità abitative.
    Secondo lei è possibile per noi sanare individualmente la nostra quota di sanzione in comune eliminando il vizio e rendendolo a norma o bisogna per forza procedere come condominio?
    il nostro timore è che gli altri non paghino per “n” motivi e non riusciamo a vendere il nostro appartamento fintanto che tutti non si mettono in regola.
    grazie se vorrà fornire un gentile parere.
    Valentina

    1. Buongiorno e grazie per avermi scritto. In linea di massima l’unità è sanabile singolarmente a patto che possa definirsi sanabile in ordine generale il tipo di abuso per il comune ove insiste l’immobile.Teniamo presente, però, che un acquirente edotto della difformità generale potrebbe obiettare l’eventuale irregolarità delle parte comuni. In merito a ciò consiglio nel atti negoziali (proposte e preliminari) di descrivere, prevedere e pattuire tutte le circostanze e le suddivisioni di obblighi e doveri delle parti. Resto a disposizione per ogni eventuale ulteriore informazione e porgo i miei più cordiali saluti. Fabio Zerbinati

  8. Buongiorno, ho acquistato un immobile con una piccola sanatoria catastale da concludere, salvo poi scoprire, dopo ulteriori verifiche successive alla firma del compromesso, che la sanatoria necessaria era ben maggiore dal punto di vista comunale. L’acquisto è avvenuto a luglio con scadenza del compromesso a fine febbraio. I venditori hanno inspiegabilmente atteso fino a inizio febbraio prima di avviare la sanatoria (nel compromesso hanno assicurato di cedere la casa priva di difformità e di farsi carico delle spese relative).
    Noi non siamo quindi voluti entrare in casa a sanatoria appena avviata, non conoscendone l’esito, e proponendo la proroga per i mesi necessari alla sanatoria (in Comune ci dicono almeno 7-8 mesi) con il pagamento da parte del venditore del nostro affitto nel periodo della proroga. I venditori hanno rifiutato, proponedo la proroga senza alcun pagamento o sconto sul costo finale da parte loro sostenendo di non aver colpa.
    Noi adesso dobbiamo decidere: risolvere il contratto chiedendo il doppio della caparra o cercare un difficile accordo.
    Cosa ci consiglia di fare?

    1. Buongiorno e grazie per avermi scritto. Non esiste un valido consiglio esterno. In un caso simile un mio Cliente è entrato in casa ma abbiamo lasciato una parte del prezzo in deposito al Notaio. Tale somma incassabile dal venditore a sanatoria conclusa o ,in caso contrario, trasformata in penale in base ai parametri dettati. Solitamente è un metodo utile, per essere più preciso avrei bisogno di un disegno più approfondito della dinamica contrattuale. I miei più cordiali saluti, Fabio Zerbinati

  9. Buongiorno Sig. Zerbinati,

    gentilmente avrei bisogno di un suo parere, in quanto ho effettuato una proposta irrevocabile d’acquisto ad una agenzia incaricata, su un piccolo immobile catastato A/5 e scopro a distanza di un 20 giorni che su tale immobile c’è l’unica apertura ABUSIVA in quanto parecchio larga e non compatibile con A/5.
    A queste condizioni l’immobile non mi interessa più perché per sanarlo bisogna ripristinare l’apertura originale molto più ridotta e non più idonea al mio scopo.
    Pertanto, mi è stato proposto in vendita un immobile allo stato attuale con un abuso, vorrei ritirarmi e e chiedere la restituzione della caparra versata all’agenzia.
    Ne ho diritto?
    Come scrive lei nel suo articolo, non sono stato edotto sulla presenza di abusi edilizi nell’immobile

    Grazie mille per la risposta

    1. Buongiorno, esprimermi con precisione senza aver il polso dei documenti firmati e delle circostanze. Posso anticiparle che mi sembra abbastanza spinosa come situazione poiché è necessario capire se tale modifica possa essere o meno intesa come sostanziale. In questo caso vi sarebbe una variazione dell’oggetto contrattuale e quindi l’accordo negoziale potrebbe essere suscettibile di nullità. Il mio consiglio è certamente quello di rivolgersi ad un legale esperto di diritto immobiliare, su Bologna o Ferrara posso segnalarle una professionista con cui ho lavorato diverse volte. I miei più cordiali saluti, Fabio Zerbinati

  10. Buongiorno sig. Zerbinati,

    ho letto con attenzione il suo articolo. Ho individuato un immobile che mi interessa e l’agenzia immobiliare vuole predisporre la proposta d’acquisto.
    Tuttavia ho delle perplessità, in quanto l’immobile è stato costruito abusivamente ed è stata richiesto il condono nel 1985, ma ad oggi il comune non ha emesso la concessione edilizia in sanatoria.
    L’agenzia ha richiesto un “certificato di futura sanibilità” che è stato rilasciato e sostiene che ciò sia sufficiente per la vendita.
    Ho però molti dubbi, in quanto mi sembra strano che dopo oltre 30 anni ancora non sia stata rilasciata la concessione in sanatoria. Evidenzio inoltre che nel PUC del comune l’area dove è situato l’immobile è stato inserito in zona cru – risanamento e recupero urbanistico il cui piano ancora non è attuativo.
    Secondo lei come dovrei comportarmi?

    Cordiali Saluti

    1. Buongiorno, per essere certo della risposta dovrei avere il polso di tutta la vicenda. Ad una prima analisi posso dire che non mi piace. Io onestamente,visto che sostengono la sanabilità, pretenderei che il venditore sanasse prima della stipula del rogito ed onestamente farei molta fatica anche solo a sottoscrivere un preliminare in questa situazione. I miei migliori saluti, Fabio Zerbinati

Lascia un commento

Raggiungimi sui social

Un modo per tenersi in contatto e scambiare pareri

Ricevi gli articoli
Se mi lasci la tua email te li spedirò in anteprima
Newsletter
Devi vendere casa a Bologna?
Richiedimi una valutazione gratuita e senza impegno
Iscriviti alla mia newsletter

Ti scriverò ogni tanto per un saluto, mettendoci i miei ultimi articoli e qualche curiosità. Odio lo spam e  potrai facilmente disiscrverti in ogni momento

Iscriviti alla mia newsletter

Ti scriverò ogni tanto per un saluto, mettendoci i miei ultimi articoli e qualche curiosità. Odio lo spam, tranquillo.